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Metodologia
di estrazione dell'olio extra vergine di oliva
Esistono due diversi metodi meccanici per estrarre il
prezioso prodotto che si trova nelle olive:
Il
primo è lo stesso che si utilizzava sin dall'antichità,
ora però con attrezzature migliori, e che frantuma le olive con
grosse molazze di granito e poi estrae l'olio tramite pressione, l'altro,più
moderno, utilizza frangitori meccanici a martelli metallici per avere
la pasta di olive triturate e poi si serve di centrifughe per separare
il mosto oleoso (olio e parte acquosa)
dalla sua parte solida (sansa).Passando
subito ad una prima conclusione, dobbiamo dire che il metodo tradizionale
comporta bassa capacità produttiva e costi elevati, ma dà
risultati eccellenti;mentre l'utilizzo del metodo moderno (detto anche
metodo "continuo") rende l'operazione più rapida ed
economica. Non c'è dubbio però che il tradizionale processo
di spremitura a "freddo" consente di ottenere un olio extra
vergine di incontestabile qualità.
Metodo
tradizionale a "freddo"
I frutti, preferibilmente raccolti a mano, ma soprattutto
tramite l'utilizzo di reti che non permettono il contatto del frutto
stesso con il terreno, vengono trasportate al frantoio, possibilmente
il ceste o cassette a pareti rigide e fessurate per proteggere il contenuto
e permettere la circolazione dell'aria.
Le olive vengono quindi lavate e/o defogliate e poi frantumate tramite
grosse ruote di granito. La pressione morbida delle macine, che ruotano
molto lentamente, consentono di ottenere una pasta di olive frantumate
fra i 13 e i 18 gradi di temperatura. Proprio la bassa temperatura è
una delle caratteristiche di questo metodo, viceversa nel metodo moderno
è necessario somministrare del calore, e dunque riscaldare la
pasta di olive frantumate, per poter estrarre l'olio.
La pasta così ottenuta viene rimescolata
(gramolatura) per facilitare l'estrazione dell'olio. Viene poi
posta su dei diaframmi (fiscoli) a comporre
una sorta di torre che viene in seguito messa sotto la pressa la quale,
tramite pressione, separa la parte liquida da quella solida (sansa).
Quest'ultima sarà inviata ai sansifici che provvederanno alla
estrazione tramite solventi chimici della restante parte di olio non
fuoriuscita.
Tornando al mosto, composto da olio e acqua di vegetazione, viene poi
avviato ad un separatore finale che separa l'olio dall'acqua e dalle
altre impurità. L'olio così ottenuto è subito commestibile
(specialmente per condire a freddo), ma è preferibile farlo riposare
1-2 mesi per meglio assaporarlo anche in cottura.
Metodo
moderno "continuo"
Il metodo moderno, come abbiamo detto, utilizza al posto
delle macine di pietra, dei frangitori a martelli meccanici che girano
ad una elevata velocità. Qui
si ha già un primo riscaldo della pasta di olive.La gramolazione
viene utilizzata anche in questo metodo, anzi questa volta è
fondamentale perché le olive sono state triturate troppo velocemente
e dunque necessita un lento rimescolamento per iniziare a separare le
particelle di olio dalla parte acquosa e dalla parte solida. Questa
separazione è aiutata questa volta dalla temperatura: la pasta
viene riscaldata oltre i 30 °C. Si passa poi alla separazione del
mosto dalla parte solida (sansa) che non avviene per pressione ma per
centrifugazione. La pasta infatti viene immessa in grosse centrifughe,
ma prima è anche necessario fluidificarla con l'aggiunta di acqua
corrente (sempre alla stessa temperatura della pasta di olive). Infine
il mosto oleoso è inviato al separatore per la separazione dell'olio
dall'acqua e dalle altre impurità.
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